11 set 2016

Lev - Appunti di viaggio




Cosa sarà passato nella testa di Lev Rudnev quando Stalin in persona gli commissionò il Palazzo della Cultura e della Scienza a Varsavia? Erano gli anni Cinquanta, la Guerra Fredda era appena scoppiata, il mondo se la sarebbe fatta addosso sullo scenario di una sfrenata competizione tra USA e URSS. Sullo sfondo la più terribile minaccia del genere umano: una guerra nucleare.
Territorio della contesa, ancora una volta, l'Europa. Il vecchio continente, le sue macerie, la ricostruzione, gli intrecci di civiltà in una sorta di colonialismo avanzato, modernista, un flusso intricato di contraddizioni cumulate in decenni di contrapposizione tra blocchi. Nel bene e nel male, Varsavia porta il segno di tutto, una città di cicatrici a cielo aperto dove la sofferenza è ancora palpabile anche dopo più di un decennio di crollo del muro.
Il muro non c'era ai tempi di Lev Rudnev, ma i blocchi erano già stati configurati e installati. Dell'immagine aspirante alla prosperità e ai tempi nuovi che si preannunciavano per il gigante sovietico l'architetto russo era uno dei massimi esponenti estetici, uno dei massimi alfieri della cultura insomma. Il Palazzo era il generoso dono dell'Unione Sovietica all'amica Polonia, un centro culturale e di studio che avrebbe portato progresso e prestigio all'intero paese.

Il Pałac Kultury i Nauk è in tutte le sue contraddizioni il simbolo della città, ma non c’è dubbio che il regime sovietico abbia provocato in termini economici e sociali degli scompensi, e che la sua politica totalitarista abbia strozzato molte tendenze libertarie. Ecco perché è più che comprensibile un sentimento di quasi odio nei confronti di ciò che per anni ha segnato un grosso limite per la cultura e la creatività da parte di molti polacchi. Sebbene questa sia un capitolo ormai chiuso, i rancori restano ancor lì così come il desiderio di cancellare questo triste avvenimento nella storia polacca. Un sentimento comprensibile, eppure non giustificabile.

Ancora oggi si dibatte se tenere questo monumentale complesso in piedi oppure no. Voi radereste al suolo di l'EUR a Roma solo perché è stato voluto da Benito Mussolini?
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03 giu 2016

Incontri ravvicinati via chat #6



Sofia: Ciao Niccolò, come stai?

Niccolò: Ciao bella!
Niccolò: Tutto bene!
Niccolò: Tu?

Sofia: be' insomma, potrebbe andare meglio
Sofia: ma ci difendiamo

Niccolò: Ma che stai combinando?

Sofia: Niente di che, lavoro qua e là, mi arrangio un po' come posso.

Niccolò: ti sei già pentita di essere tornata?

Sofia: per niente!
Sofia: non che me la passi benissimo, però a NY non ci potevo più stare
Sofia: quella vita non era per me, su questo sono sicura.

Niccolò: bene, se pensi di aver fatto la scelta giusta perché no?

Sofia: ma basta con queste cose tristi
Sofia: raccontami di quello che stai facendo a Varsavia!
Sofia: ho letto qualcosa sul blog, sembra un posto figo!

Niccolò: se vuoi puoi venirmi a trovare.

Sofia: eh magari potessi, adesso non mi posso proprio muovere.

Niccolò: peccato, secondo me ti piacerebbe...

Sofia: guarda, come se avessi accettato!

Niccolò: ok!

Sofia: senti...
Sofia: hai trovato qualcuna a cui andare dietro?

Niccolò: ma dai! :D

Sofia: ma sei o non sei in Erasmus?

Niccolò: adesso mi fai come il Marchese?

Sofia: hahahaha ma no, quello è matto! Troppo simpatico però!

Niccolò: già!

Sofia: insomma ancora niente?

Niccolò: qui è un'altra mentalità 

Sofia: cioè?

Niccolò: dai ti racconto
Niccolò: l'altro giorno sono andato in discoteca e ci ho provato con una,
Niccolò: ma lei mi ha fatto capire che non era cosa...

Sofia: e perché?

Niccolò: fervente cattolicesimo

Sofia: Maddai!

Niccolò: giuro
Niccolò: immagina la scena
Niccolò: dopo pochi mesi che sono qui insomma, con altri studenti erasmus, decidiamo di andare in discoteca. Insomma, io mi volevo integrare e sono andato anche in discoteca... pensa un po'!
Niccolò: sai, io non amo molto la discoteca, però per stare insieme...
Niccolò: dopo una serata passata a mangiare fritti, a bere fritti,

Sofia: hahahaha
Sofia: tutti fritti :D

Niccolò: Sì, da Tutti i Frutti a Tutti i Fritti!
Niccolò: vabbè questa faceva cagare, cmq
Niccolò: dopo tutti questi fritti e questo alcol ti senti contento e puoi fare di tutto!
Niccolò: così si può anche andare a ballare... con la musica latino americana!

Sofia: cavoli, temerario!

Niccolò: Il locale è piccolo, fa caldo, tante ragazze... anzi tutte ragazze, altissime, bionde al 70%

Sofia: ti piacciono le bionde?

Niccolò: da morire!

Sofia: allora io non ti piaccio?

Niccolò: mannò che dici?

Sofia: dai scherzo! Continua!

Niccolò: dicevo, erano tutte ragazze. 
Niccolò: Un tizio che sta con noi dice: vabbè abbiamo bevuto 3 birre, adesso è il momento della vodka! Ma non un bicchierino, 3-4 shot di una certa vodka alla nocciola. 
Niccolò: una sorta di nutella in versione alcolica! Immagina l'allegria! E così pure la musica latino americana ti sembra fatata.

Sofia: hahahah già mi immagino!

Niccolò: insomma brilletto, mi avvicino a una per provarci, prenderla per mano, cerco di sedurla
Niccolò: sai, quando hai la testa nel paese dei balocchi è facile fare amicizia.
Niccolò: Ne vedo una, carina: faccia semplice, bei lineamenti, sorriso mozzafiato. Mi sa che le parlavo come un coglione...
Niccolò: del tipo: "Ciao come ti chiami? Io sono italiano" ecc, ecc, ecc.
Niccolò: Lei si chiamava Karolina, un nome che era tutto un programma.

Sofia: che vuoi dire?

Niccolò: Karolina ha respinto tutte le mi avance e sai perché?

Sofia: spara!

Niccolò: quando mi sono avvicinato a lei, con un'insistenza da farmi schifo, lei mi ha detto: "No, no posso".
Niccolò: e io: "ma perché?"
Niccolò: e lei: "sono cattolica!"

Sofia: Ossignore...
Sofia: però scusa, che c'entra questo col nome?

Niccolò: dai è facile!

Sofia: Karol Wojtyla?

Niccolò: bingo!
Niccolò: si chiamava Karolina proprio in onore a Giovanni Paolo II

Sofia: che storia... solo tu ne potevi pizzicare una così!

Niccolò: certo, mica sono a NY dove le musulmane si fanno il bagno col burka!

Sofia: eh già!
Sofia: ma la mia spiaggetta, più tranquilla, mi aiuta di più adesso.
Sofia: certo, non c'è tutta questa gente interessante a fare il bagno, vista la stagione, tra l'altro.
Sofia: ma comunque, per pensare è il posto ideale.

Niccolò: e a che pensi?

Sofia: penso così, tanto per pensare.


16 apr 2016

Commenti: Ode a Varsavia



Commento 1: Ransie
Ti ha proprio conquistato eh?
Risposta 1: Prince Johnny
Ma no! Non devi sempre fraintendermi :D
Risposta 2: Ransie
è che è così facile cadere nei tuoi tranelli :)

Commento 2: pecoranera
Insomma, tutto sto silenzio per una poesia? Dai, dicci di più!
Risposta 1: Prince Johnny
Scusa zia, ma non ho molto tempo per scrivere... sono sempre molto impegnato ultimamente ecco perché sono latitante su questo blog.
Risposta 2: pecoranera
Eh immagino, però dacci tue notizie.
Risposta 3: Prince Johnny
Prima o poi vi racconterò qualcosa!

Commento 3: Kata
Per me non è possibile di capire bene, la poesia è troppo difficile... però sembra bella!
Risposta 1: Prince Johnny
Grazie Kata <3

Commento 4: Il Marchese
'a Gionni, io capisco 'a poesia e ce sei pure portato, ma noi volemo che ce parli de fregna! F R E G N A!
Risposta 1: Prince Johnny
Dai sono qui solo da pochi mesi, lasciami un po' di tempo hahahah
Risposta 2: Il Marchese
E movite!
Risposta 3: Prince Johnny
Signor Marchese, sempre delicato Lei :D
Risposta 4: Il Marchese 
Aò ancora qua stai?!!! >:(

Commento 5: Dolly
Che bella Prince, mi piace moltissimo!
Risposta 1: Prince Johnny
Grazieeee!

Commento 6: malamela
Ma non si capisce niente! Che significa "di pannelli in storie fumanti, stracciati, limpidi di malinconia"? :S
Risposta 1: Prince Johnny 
Sono delle impressioni che ho avuto. Camminando per strada c'erano dei pannelli che coprivano un cantiere e dietro si sollevava del fumo, un effetto dovuto a qualcosa di caldo che si dissolveva nell'aria e che mi ha ispirato.
Risposta 2: malamela
Una mega pipì in compagnia?
Risposta 3: Prince Johnny
Può darsi! :D
Risposta 4: malamela
E come faccio a sapere che tu hai visto questo dai versi? Non è meglio raccontarlo?
Risposta 5: Prince Johnny
Sì, ma la poesia lascia spazio all'immaginazione e ha il potere dell'evocazione!
Risposta 6: malamela
Mah, io sono per le cose lineari, che ti devo dire.
Risposta 7: Prince Johnny
Siamo in democrazia, puoi pensare quello che ti pare.

Commento 7: Sandokan
Io la trovo molto carina e ricca di impressioni che si stampano nella mente. Ognuno poi trovi il proprio modo per esprimersi.
Risposta 1: Prince Johnny
Naturalmente ;)

02 apr 2016

Ode a Varsavia


Varsavia strugge
in fertili centri commerciali
che puzzano di nuovo
tra gemme d'asfalto e rovine.
Strutture leggere, invisibili
sfavillano di luce che filtrante
miseria del passato in-forma
poesia, mistero e incanto
scolpiti in acciaio, vetro, mattoni
intessuti sul non esistente
che si incastona nella s-travolta umanità,
nella semplice, sconvolgente, intenzione
del ritorno alla vita tenue,
scandita su forme
di pannelli in storie fumanti,
stracciati, limpidi di malinconia,
pure come lacrime
stillate da un cielo immacolato.
Ode al Narodowe che Storia racconta,
al Lazienski che passi raccoglie!
Ode a Chopin e ai suoi natali
che preservano il cuore!
ancora di sangue pulsante
in eventi, rintocchi e glissandi
nel caleidoscopio di melodie
a colorire l'istante.
Ode alla neve che tutto ricopre
e dal settimo piano infonde stupore!
coi corvi sugli alberi a batter la fiacca
a dirsi più di quel che immagini.
Bianca e soffice coltre avvolge caviglie
in strati di calze dai mille colori,
volanti irriconoscibili volti
franano mascherati di sciarpe e cappelli.
Ode allo scivolone che ti fa scoppiare,
ridere forte come i bambini!
e il fiato nell'aria è presto dissolto
nel calore di un fioco locale.

Varsavia, di pure impressioni un focolare.


Prince Johnny

27 feb 2016

Klub Pierogi


Cari amici,
le esplorazioni di questi luoghi meravigliosi non finiranno mai di stupirmi! Quanto fascino tra queste strade, quanta voglia di libertà e amore. Non so spiegarlo bene, ma Varsavia mi dice questo in ogni via che mi capita di solcare, in qualunque angolo passi al setaccio si posa una sorpresa, delicata, come le prime nevi che accennano ad arrivare e lasciano presagire qualcosa di ben più intenso e terribilmente coinvolgente. Me lo sento nel cuore che qualcosa sta arrivando e spero di potervelo raccontare molto presto.

Il primo posto che ho visto di Varsavia è stato il centro, sempre con quel mattacchione di Luis, ormai mio prediletto compagno di avventure. Per le nostre escursioni prepariamo sempre i nostri di piani di battaglia all'università. Luis estrae l'enorme mappa come un pirata alla ricerca dell'isola del tesoro. -qualcuno lo ha già soprannominato Jack Sparrow - scruta con animo compiaciuto ogni dettaglio districandosi abilmente tra latitudini e longitudini, si consulta con il sottoscritto e convoca il consiglio degli studenti polacchi per poter tracciare la rotta giornaliera da seguire. Io raccolgo le informazioni storiche, vita, morte e miracoli dei personaggi importanti nei quali eventualmente ci imbatteremo e aneddoti sulla capitale polacca. Mi hanno raccontato che Varsavia è il frutto di una ricostruzione perché rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale, una città dove il passato pre-novecentesco è stato spazzato via a grappoli di bombe. Quel che resta è veramente poco, architettura sovietica per lo più contornata da piccole cose che, fortunatamente, sono scampate al bombardamento a tappeto, come una campana di ferro, per esempio, incastonata come per errore al centro di una minuscola piazzetta, Kanonia, situata proprio dietro a una cattedrale. Jack Sparrow, integrate le coordinate spaziali con una guida turistica alla mano, mi ha rivelato che la sua realizzazione risale al XVIII secolo e che la campana non è mai stata appesa in nessuna chiesa! Si dice anche che porti sfortuna a chi ci gira intorno per tre volte. Chissà, magari al quarto giro la maledizione si annulla! Avrò tempo per verificarlo, attirerò una cavia, la rincoglionirò a dovere (leggasi spendere una follia in drink da offrire) per poi farla girare intorno al monumento, magari nuda, così, per fare più scena ed attirare centinaia di curiosi! :D 
Nella stessa piazza c'è anche la casa più stretta di tutta Varsavia. Le sue dimensioni sono dovute ad uno scopo umanitario: un tempo la tassa per l’immobile veniva pagata in base alla larghezza della facciata esterna, così il proprietario di allora, con un guizzo d'arguzia ed un ingegno che definirei quasi napoletano, ispirato dalla propria tirchiargine o forse facendo di necessità virtù, ha ben pensato di risparmiare soldi trovando un geniale escamotage! 
Sopravvive anche la statua della sirena, un altro simbolo della città che probabilmente avrà qualcosa in comune con quella olandese. La leggenda vuole che venne catturata e imprigionata da un ricco mercante che passava sulle rive della Vistola; liberata dal figlio di un pescatore, da allora protegge gli abitanti della città: ecco perché spada e scudo fanno da contraltare alla sua fatale bellezza.

Il centro è gremito di caffetterie, pasticcerie, bar, luoghi di perdizione. Qui strafogarsi di leccornie è un atto dovuto nei confronti del proprio corpo. Dopo tanto camminare bisogna recuperare, direbbe mia nonna! È naturale che in una città dove il freddo regna sovrano e incontrastato pulluli di luoghi come librerie-caffè e centri commerciali nei quali, istintivamente, ci si rifugia per trovare calore e naturalmente ristorarsi con dell'ottimo cibo! Tanto, tantissimo, dal salato al dolce ogni occasione è buona per consolare i propri languorini. Anche la sera è bella e si respira un'aria eccitante. Certe sere facciamo tappa in un locale di tendenza fra i ragazzi Erasmus, sempre molto economico, ritrovo prediletto degli allegri beoni: si sta insieme, si ascolta musica, si chiacchiera, si ride. E che ragazze spettacolari che si vedono in giro!

Di recente, sempre al centro, io e Jack ci siamo introdotti in un locale molto suggestivo, un ristorantino strettissimo, ma molto accogliente, caldo, avvolgente. Una sorta di bunker antibufera con la porticina e gli arredamenti interni in legno. Qui si servono certe prelibatezze in cambio di quattro spiccioli, come il pollo all'albicocca, il tacchinio con le prugne, una dolcissima insalata di carote e poi il non plus ultra, la vera star della cucina polacca: I PIEROGI! Ragazzi miei, non immaginate che bontà! Si tratta di una sorta di ravioloni giganti ripieni di funghi, ragù, broccoli, insomma pare che possano contenere di tutto in base ai gusti personali e, non vorrei esagerare, ma i pierogi sono entrati di diritto fra le cose più buone che abbia mai assaggiato! tant'è che ho trascinato nuovamente Luis in quel ristorantino pochi giorni più in là, in seguito alla nostra certificata dipendenza manifestatasi durante le ore di lezioni sotto forma di mantra:
PIEROGI-PIEROGI-PIEROGI
 E giù a mostrar la lingua come Homer Simpson che pensa alle sue adorate ciambelle! Assediato da tanto schiamazzo, un ragazzo belga, educatamente, ci ha chiesto:
— Who the fuck is PIEROGI?
Vagli a spiegare che io e Luis non ci siamo dati al cannibalismo! Così la terza volta ci abbiamo portato anche lui e insieme abbiamo fondato il KLUB PIEROGI che ormai si riunisce con cadenza settimanale.

Con questa scappo, che sono un uomo impegnato, io! Vi lascio una foto dei pierogi così, magari se vi prendo per la gola, qualcuno potrebbe decidersi a farmi visita! Vi aspetto!!!


Niccolò


20 feb 2016

Qui radio Varsavia



Cari amici,
scusate la latitanza e se riesco a darvi notizie di me soltanto adesso, ma come avrete immaginato ho avuto un mucchio di cose da fare, a partire dalle vicissitudini per cercare una casa, presa esattamente a una settimana dalla partenza, un giro assurdo i cui dettagli preferisco risparmiarvi onde evitare che questa missiva diventi chilometrica. Vi lascio soltanto il panico in allegato qui sotto! Ho inoltre speso un bel po' di tempo in prevedibili trafile burocratiche dovute alla registrazione e la firma di scartoffie varie, i cui particolari salto a piè pari appellandomi alla stessa ragione che mi ha indotto ad essere alquanto sbrigativo in riferimento al punto precedente - apri parentesi: per i più sbadati, le vicissitudini concernenti la ricerca di un'abitazione - chiusa parentesi.

Dunque veniamo a noi: Varsavia. Già mi immagino la faccia di alcuni di voi che ancora increduli non si capacitano di questa mia avventura. Sì, posso vedere le espressioni facciali di ognuno di voi lanciare i seguenti moniti:
machecazzocifailì?
masolotupotevifarestecose!
macomediavolotèvenutoinmente!?
E la lista potrebbe continuare all'infinito.
Che dire dunque per rendervi maggiormente partecipi del mio soggiorno polacco? Vi apparirà alquanto strano, forse ancora più lontano degli stereotipi ante Muro di Berlino di cui ci nutriamo, ma la prima cosa che ho sentito qui è il calore. Sì, amici, avete letto bene. Calore. La gente è bellissima quia Varsavia! Eddai, adesso non guardatemi con quelle facce e lasciatemi spiegare. Confesso, anch'io ho peccato (!) e ho spesso pensato che mi stessi catapultando in una realtà fredda e austera, invece mi sono dovuto ricredere. Sicuramente niente a che vedere con l'atmosfera scialla che si respira da noi, però devo dire che qui non si sta per niente male!

C'è un quartiere non lontano da casa mia, Praga (sì come la città ceca), un posto un po' trasandato a dire la verità, con vecchi edifici che sbucano a ogni angolo come funghi. Questa è una zona ricca di fascino, possiede un'aria potenzialmente bohemé e potrebbe trasformarsi in qualcosa di stupendo, che ne so, un quartire artistico con teatri d'avanguardia, cafè e sale concerto di musica alternativa! Io la vedo così almeno nel futuro, anche se adesso se ne parla come un luogo pericoloso di notte. Figurarsi che paura possiamo avere noi italiani con tutto quelle che vediamo ogni giorno in alcune delle nostre città. Tutti dicono che tra quei ruderi possa sbucare fuori chissà cosa da un momento all'altro, una mummia o solo Dio sa cosa. A me sembra che di notte sia solo un po' isolata, ma niente di che, al massimo ci si trova qualche vecchio ubriacone biascicante parole in polacco tra un sorso di vodka e l'altro.
Siamo a inizio novembre, ma già fa un freddo cane secondo gli italici standard. C'è un sole che non vi so spiegare, di quelli che si vedono solo qui ad est. Esploro Praga con un amico, un tizio spagnolo di nome Luis dall'aria simpatica e gioconda. Verso l'ora del tramonto tra quegli edifici che incorniciavano i marciapiedi, stanchissimi dopo una lunga passeggiata, quieti anche se un po' infreddoliti ci siamo messi ad aspettare il tram. Luis (complice una notte brava trascorsa a far baldoria con gli altri studenti Erasmus) si è addormentato su una panchina sgangherata. In quel momento è passata una signora: si è fermata credendo che quel sacco di patate di Luis si sentisse male. Gli si è avvicinata chiedendo dolcemente qualcosa in polacco, una frase del tipo: 
— Shziutsha sciusciu? 
Aveva ben compreso che eravamo stranieri, ma non parlava inglese. Luis, ha aperto gli occhi giusto lo spessore di uno spillo per ribadire, imbarazzatissimo:
— Sorry, wi dont spik polisc. Bat tinkiu! — in perfetto "Spanglish". Che ridere, gli spagnoli mi fanno morire. Ad ogni modo l'episodio mi ha fatto apprezzare la cordialità di quella donna, atteggiamenti che ho trovato anche in altre occasioni e che sembrano essere tipiche di questo popolo. Potrei riportare qui tanti altri episodi, ma vi racconto quello che per me è il più significativo e che per sempre porterò nel cuore. Faccio spesso la spesa al supermercato sotto casa perché una delle cose che mi manca dell'Italia è il pane. Qui però lo fanno fresco e quasi tutti i giorni all'ora giusta mi presento per poterlo comprare appena sfornato e ancora odoroso di forno. Un giorno ho trovato dei panini, vedendoli non ci ho pensato più del dovuto e ne ho messi 3-4 in un sacchetto chiudendolo accuratamente per trattenere il calore. Giunto alla cassa per pagare, la cassiera, anche lei una donna di mezza età, preso il sacchetto, ha cominciato ad esaminarlo. Improvvisamente è stata colta da un dolce e materno sorriso che le si è diluito sul volto dai tratti gentili e onesti. Ha rivolto verso me i suoi occhi azzurri intenso e con estrema compostezza ha cominciato a parlare il polacco che in quel preciso istante, per la prima volta, mi appariva la lingua più limpida che avessi mai udito.
— Se vuoi conservare il pane appena sfornato, lascia che la sua fragranza si liberi nell'aria — queste (giuro) erano le parole che pervenivano alle mie orecchie mentre con discreta decisione quella gentile signora apriva il sacchetto. In quel momento uno sbuffo d'umidità si è dissolto tra noi, come un sortilegio. 
— Ecco, così va meglio — precisava con un sorriso così ampio che sembrava venisse da un'altro mondo. Non avevo mai comprato del pane uscendo da un supermercato con una gioia simile nel cuore! Quella signora mi aveva rivelato l'essenza del calore che fuoriesce dai cibi: è come l'anima che non tollera alcuna prigionia in un luogo chiuso e per natura tende a riconciliarsi con il cielo. Ecco perché quando conserviamo qualcosa ancora caldo in un contenitore la sua anima un po' si perde, resta appiccicata alla pietanza come un residuo di cui non possiamo liberarci, pena omaggiare la pattumiera con conseguenti sensi di colpa. Salvo la parmigiana. Ma questa è una storia italiana! Sia che in Italia tutto è magicamente e follemente rovesciato!
La signora si chiama Agnieszka. Di solito non amo stringere rapporto con gli annoiati addetti di un supermercato, mi mettono malinconia, ma per lei ho fatto un'eccezione. Un volto amico è sempre bello da ritrovare. Quello che mi ha colpito di lei è questa semplicità e questa sintonia immediata che riesce a instaurare nei rapporti con le persone, tutto all'insegna di una gentilezza che poche volte ho incontrato nella vita. La Signora Agnieszka scruta i clienti senza mai apparire inopportuna come se nelle sue iridi ci sia un alone di serenità in grado di mettere a proprio agio tutti, non solo me a quanto pare. Uno sguardo come quello di questa signora ha del sorprendente: mi chiedo da dove provengano certi prodigi della natura. Chissà, forse certe combinazioni sono proprie delle persone che hanno vissuto per tanti anni in certe condizioni. Insomma, la Signora Agnieszka dà l'impressione di non essersela passata benissimo nella sua vita, ha tutta l'aria di essere una di quelle persone che ha dovuto rimboccarsi le maniche presto e sgomitare parecchio per tirare avanti.  Nonostante tutto ha preservato quel non so che di innocente e puro. Sono certo che tanta gente va al supermercato dove lavora per lei, deve essere una vera festa pagare una signora tanto gaia e amichevole.
Ci sarebbero tante altre cose che vorrei raccontarvi di questa città per me magica e assolutamente interessante da vivere. Non tarderò a farmi vivo, promesso!

Vi abbraccio tutti!!!

Niccolò

06 feb 2016

Kata: Brutto è cercare casa...


Roma è una città bella, ma difficile è di trovare una casa economica. Anche è difficile di trovare bravi padroni di casa perché quando loro vedono studenti Erasmus sempre cercano di prendere soldi. Io ho una padrona di casa solo noiosa e questo non è problema. Ma anche ho amici chi sono sfortunati con questo. Il mio amico Peti è anche a Roma perché è l'Erasmus, ma ha trovato il suo padrone di casa cattivo. Questo uomo ha messo le foto della casa sull'internet e tutti le stanze sembra buone. Quando il mio amico visitava non ha potuto immaginare qualcosa di genere! Era una merda! Ma lui non ha potuto cercare per altri appartamenti perché non può trovare qualcosa di più meglio subito. Così ha accettato la merda chi era molto costosa, con letti senza coperte, con bagno sporco, senza l'internet. L'uomo ha preso due mesi più di anticipo e il mio amico non ricco. Questo succede perché in Sapienza non c'è un dormitorio, incredibile! Una città europea dove non c'è un dormitorio per studenti è molto strano. In Ungheria sempre ci sono in tutte le città che vai. Questo veramente non capisco! Ma Roma è tanto bella anche se ha questi problemi.

Commenti

Commento 1: Kimika
Che bastardi, ma come si può essere tanto stronzi?
Risposta 1: Kata
Non lo so, ma è difficile di capire per me
Risposta 2: Kimika
Vogliono sempre più soldi
Risposta 3: Kata
Davvero!

Commento 2: SemplicementeIo
È veramente imbarazzante, mi vergogno di essere italiana!
Risposta 1: Kata
No, tu non essere triste. Italia è bella!
Risposta 2: SemplicementeIo
Bellissima, ma piena di gentaglia!
Risposta 3: Kata
A Ungheria questo non è differente. Sempre ci sono tanti uomi che sono stronzi con le ragazze e tante persone chi se hanno soldi vogliono più di questi!
Risposta 4: SemplicementeIo
Insomma non c'è speranza...
Risposta 5: Kata
È la vita così!

Commento 3: Il Marchese
Aò, ma chi è sto burino? Se 'o pijo je meno ddu' pizze 'nfaccia!
Risposta 1: Kata
Pizze? Non comprare pizze per persone cattive, ma se tu vuoi compra pizza per me :D
Risposta 2: Il Marchese
Sta regazzina capisce velocemente :)
Risposta 3: Kata
Così così... non tutto capisco sfortunatamente

Commento 4: Ransie
Le persone che vogliono approfittare di noi ci sono sempre... purtroppo è così :(
Risposta 1: Kata
Davvero! :(

Commento 5: Prince Johnny
Speriamo che quando vado in Polonia non faccia la stessa fine!
Risposta 1: Kata
Penso che ci sono dormitori
Risposta 2: Prince Johnny
Magari, anche se preferirei una casa!
Risposta 3: Kata
Perché no?
Risposta 4: Prince Johnny
Dipende da quanto costano gli affitti
Risposta 5: Kata
Io penso meno che qui
Risposta 6: Prince Johnny
Sicuramente ^^

Commento 6: Sandokan
Mi dispiace per quello che è successo, purtroppo non conosco nessuno a Roma che possa aiutarti
Risposta 1: Kate
O tu sei molto gentile, ma non devi preoccupare, io sto bene qui :)
Risposta 2: Sandokan
Meno male! :)

Commento 7: Res Extensa
Che uomini senza cuore. Non ci sono parole per quanto certi individui possano essere fuori luogo...
Risposta 1: Kata
Come ho detto primo, questi uomini vivono sempre in tutte le città
Risposta 2: Res Extensa
Speculare su dei poveri studenti indifesi Erasmus è un atto vergognoso!
Risposta 3: Kata
Sì, ma non sarà sempre così... ci sono tante cose che possiamo parlare, cose bellissime che vedo in questa città.

Commento 8: Dolly
Certe volte provo una forte invidia per gli struzzi...
Risposta 1: Kata
Chi sono?
Risposta 2: Dolly
Animali che sanno come ci si vergogna!
Risposta 3: Kata
AAAAA

27 gen 2016

Commenti: La fine e l'inizio del mondo in un attimo



Commento 1: Ransie
La tua canaglietta... già l'adoro!
Risposta 1: Il Marchese
'A Ransie, ma perché nun te sposi? :P
Risposta 2: Sandokan
@Ransie: adorabile davvero!
@marchese: sempre la battuta pronta tu, eh?
Risposta 3: Il Marchese
Eccerto, er Marchese è sempre er Marchese!
Risposta 4: Ransie
Sposarmi? Io? Con questi chiari di luna?
Risposta 5: Sandokan
Ma poi sposarsi per cosa? Un bambino? Ho tanti amici non sposati con bambini... mi sa che il nostro Marchese ci sta provando ancora XD
Dai, dì la verità, te la vuoi sposare tu!
Risposta 6: Il Marchese
'A 'nfamone, sempre a rosicà stai! Io 'e dichiarazioni d'amore me 'e posso ancora permette, ma tu che sei sposato?
Risposta 7: Ransie
Wow, un corteggiamento a tradimento! Ti prego, continua!
Risposta 8: Sandokan
@marchese: mai sentito parlare di avventure extraconiugali? Cmq proprio perché sei tu ti lascio il campo libero ;)
@Ransie: adesso sono cazzi tuoi! :P
Risposta 9: Ransie
Maledetto Sandokan, mi lasci sola e indifesa!

Commento 2: Il Marchese
Allora io c'avrebbe 'na mezz'idea de fa 'na canaglietta pure io, prima però me serve 'na coniglietta pe facce 'na canagliata... Ransie tu ce staresti?
Risposta 1: Sandokan
No, ma figuratevi, continuate pure XD
Risposta 2: Ransie
Massì, quasi quasi...
Risposta 3: Il Marchese
QUANDO?
Risposta 4: Ransie
Boh, fammi la tua proposta
Risposta 5: Sandokan
Io guardo eh :D
Risposta 6: Il Marchese
Io so n'omo che nun deve chiede mai!
Risposta 7: Ransie
Forse non è chiaro che a decidere sono io!
Risposta 8: Sandokan
@marchese: qui si mette male...
Risposta 9: Il Marchese
E allora che offerta voi?
Risposta 10: Ransie
E che ne so io, convincimi :D
Risposta 11: Il Marchese
A 'ffa che?
Risposta 12: Sandokan
@Ransie: attenta che il marchese gira la frittata come gli pare
Risposta 13: Ransie
Quello che vuoi tu, Marchese
Risposta 14: Il Marchese
Ma davvero posso chiede tutto?
Risposta 15: SemplicementeIo
Che tipi...
Risposta 16: Sandokan
Eccone un'altra!
Risposta 17: Prince Johnny
Noooooo, questa non me la voglio perdere!
Risposta 18: Ransie
@marchese: certo, tutto quello che vuole Prince!
Risposta 19: Il Marchese
Ma come, eravamo rimasti a quello che volevo io...
Risposta 20: Prince Johnny
Marchese, io voglio che ti presenti sotto casa sua e le fai una serenata! Canto io però!
Risposta 21: Il Marchese
E pefforza, io so 'ncampanaccio!
Risposta 22: Ransie
Sì, la serenata mi piace :D
Risposta 23: Il Marchese
Ma se t'a faccio, poi te sposi?
Risposta 24: Ransie
Certamente!
Risposta 25: Il Marchese
Cioè commè?
Risposta 26: Ransie
Io sposo solo le prime donne
Risposta 27: Il Marchese
Mortacci, e mò dovrebbi perde 'a virilità mia pe assecondà li capricci tua?
Risposta 28: Ransie
Ho capito, non sei motivato...
Risposta 29: Prince Johnny
Onestamente, Marchese, nemmeno io ti vedo troppo motivato
Risposta 30: Sandokan
@marchese: questa qui è un osso duro!
Risposta 31: Il Marchese
No, questa qua è n'osso buco! :P
Risposta 32: Ransie
Hahahahaha, mi fai morire! :D

Commento 3: Prince Johnny
Sono ancora troppo giovane per immaginarmi padre, ma deve essere una sensazione meravigliosa!
Risposta 1: Sandokan
Nemmeno io credevo che potesse essere così!

Commento 4: Astro Boy
Galattico
Risposta 1: Sandokan
Verso l'infinito e oltre!
Risposta 2: Astro Boy
Vedo che hai imparato anche questo! :D

Commento 5: pecoranera
Ma che meraviglia! Ti invidio, sai?
Risposta 1: Sandokan
Perché, scusa?
Risposta 2: pecoranera
Perché non ho figli e non ho nemmeno un ragazzo...
Risposta 3: Sandokan
Be', non voglio dirti nulla sulla tua vita privata, del resto chi sono io per farlo? Però un figlio è una cosa seria e solo se ami davvero vale la pena averne uno o più di uno.
Risposta 4: pecoranera
Ho amato tanto, troppo. Adesso mi serve tempo.
Risposta 5: Sandokan
Tutto il tempo di cui hai bisogno!

Commento 6: SemplicementeIo
Ma come siete belli!
Risposta 1: Sandokan
Anche la paternità ha il suo fascino, sai? :D
Risposta 2: SemplicementeIo
Se è per questo, io i papà li trovo terribilmente sexy :)
Risposta 3: Sandokan
Questa mi è nuova! :D

22 gen 2016

Sandokan - La fine e l'inizio del mondo in un attimo


Certe volte, ripercorrendo alcune fasi della mia vita personale, mi riscopro più vecchio di quanto mostri la mia età anagrafica. E' come se avessi attraversato più fasi di quelle che ricordo di aver vissuto e che tutto non coincida esattamente con la regolare cronologia della mia esistenza. E mi chiedo: chissà a quali arcani misteri è dovuto tutto questo? Nella mia vita credo di aver fatto di tutto, cose tanto avvincenti quanto trascurabili, credetemi: ho svolto numerosi lavori in settori anche molto diversi; ho girato la mia parte d'Europa incontrando centinaia di migliaia di persone; ho preso parte alle mie battaglie: certe le ho vinte, altre no, ma posso dire di essermela sempre giocata. E poi ho scoperto l'amore per certe letture, quando cercavo risposte, e tolto preziose ore al sonno. Ho amato, tanto, intensamente con devozione, anche quando ho tradito; ho avuto i miei sensi di colpa e ho odiato altrettanto. Ho avuto la capacità di incasinare la mia vita, ma poi l'ho raddrizzata! Anche se qualcosa è andato nuovamente storto! Oppure, forse, sono io che guardo le cose in una prospettiva diversa. L'opposta in alcuni casi. Anzi, certe volte mi ritrovo agli antipodi di certe idee dopo averle osteggiate o lungo. Eh già, perché bisogna essere terribilmente stupidi o schifosamente lungimiranti per non cambiare mai.

E dopo tutto questo correre, cambiare, ammirare, amare, ora, mi capita un fatto strano! Scopro una parte di me che non avrei mai creduto di avere: 

la pazienza. 

Come faccio a saperlo? Tutto merito della mia canaglietta. Lui mi scruta dall'"alto" dei suoi quattro anni svelando il cerimoniale dei sui atti quotidiani. La vita, per lui, scorre tranquilla, senza pensieri e non comprende affatto il mio sgomitare.
Lavoro. Carriera. Posizione. Soldi. Gratificazioni. Tasse. Scadenze.
Dovrei essere arrabbiato con lui, e invece mi sento sciogliere come una cassatina sotto un solleone, specie quando si addormenta tra le mie braccia. Così piccolo, indifeso. Solo allora mi lascio travolgere dal suo respiro lieve (canaglietta maledetta!) che ossigena la mia vita e sa dare un senso alla mia giornata. Ma che dico? Ai miei giorni, ai miei mesi e addirittura a certi anni che mi sembravano buttati. È c'è così poco tempo per stare insieme, il lavoro chiama!
Lavoro. Carriera. Posizione. Soldi. Gratificazioni. Tasse. Scadenze.
Ma quando mi ritrovo da solo con il mio bambino (canaglietta, pardon!) privo di sensi tra le mie braccia ho finalmente la possibilità di riflettere su chi sono, su cosa voglio e cosa sono diventato. È bello poi vederlo svegliarsi: in quegli attimi sento di risvegliarmi anch'io e, non so come, riscoprirmi più vero. La sua spontaneità, poi, è senza confini: un bambino ti giudica per ciò che sei, senza filtri o mediazioni. Ed io, al cospetto di tale concentrato di tenerezza provo un folle terrore. Terrore di non farcela, di non essere in grado di fare ciò che sto facendo, di non poter dare a mio figlio un futuro migliore del mio... 

un solo modo per non pensarci

Quando la canaglietta di avvicina chiedendomi con quel fare dolcemente ruffiano tipico dei bambini: vuoi giocare con me? Affanculo tutto! Sono tutto per lui. Però il pupazzone di Pikachu è mio. MIO!
Così, il mondo scompare, si dissolve soffocato dalle nostre risate, tutto diventa puro e innocente come solo le cose pregne di semplicità sanno essere. Ci siamo solo noi, la canaglietta e il coglione, che giochiamo tra pupazzi e macchinine come se il resto dell'ecosistema fosse distante. E ne avrà un bel po' da aspettare.



Ringrazio Massimiliano Riccardi, da cui ho tratto ispirazione per questo post