06 dic 2014

Sandokan. Navigo nel mare del web



È da un po' di tempo che sono qui, che utilizzo questo spazio virtuale per parlare di alcune esperienze che ho vissuto e leggere quelle degli altri. Ho aperto questo blog così, un po' per gioco, un po' per curiosità, un po' perché curiosando su internet mi sono imbattuto in certi post molto interessanti. Mi sono appassionato alle storie di alcune persone, ragazzi e ragazze, uomini e donne normalissimi e ho trovato particolari e originali molti dei loro stili, dei loro pensieri e del modo di presentarli. Ho pensato che anch'io avrei potuto dire la mia e magari essere parte di questa dimensione che mi affascina tanto. Il mondo dei blog è stato per me una scoperta! Mi piace l'idea di poter condividere aspetti della vita quotidiana tra di noi, persone semplici. Certo, molto aiuta la nostra non esposizione diretta, voglio dire che non siamo obbligati a rivelarci più di tanto: possiamo stare qui ed essere i nostri Nick Name, le maschere che ci siamo scelti per interagire. Ed è incredibile come veniamo attratti semplicemente dalla scrittura! Infatti sono pochissimi quelli che si rivelano. Ecco, credo che la magia del blog stia proprio qui: in questo mondo dove l'immagine è tutto, abbiamo la possibilità di guardarci dentro, di lasciar emergere la nostra interiorità. Stando a contatto con tutto questo mondo interiore riesco a riflettere meglio anche sulla mia vita personale fatta di vittorie, sconfitte e speranze; inoltre ho notato che anche la relazione con il mondo esterno sta cambiando perché mi sembra di guardare le cose con più consapevolezza. Non importa se si scriva di fatti privati, lavoro, scuola, politica o cultura, io seguo tantissimi blog diversi tra loro e non solo i post, ma anche i commenti, rivelano tante cose sui blogger, autori o followers che siano.
Oggi, alla soglia dei quarant'anni, guardo al web come a una grande possibilità di conoscenza. Qui ho la grande chance di entrare in contatto con ragazzi più giovani senza sentirmi impacciato, comprendere meglio i problemi generazionali e, vi sembrerà strano, ma tutto questo ritorna utile anche nel mio ruolo di padre e marito. Grazie ai post di alcuni di voi, ho capito com'è il mondo della scuola, di certi lavori oggi, posso farmi un'idea sulla situazione nelle università, nelle fabbriche, negli uffici e nelle aziende, insegnerò ai miei figli ciò che in parte sto imparando qui, non solo fatti che in televisione non emergono e mai emergeranno, ma storie di persone. La società così come ci viene raccontata sembra un ammasso spersonalizzato, e invece ognuno di noi è una piccola cellula con una piccola grande storia da raccontare. Mai avrei potuto immaginare una cosa del genere e nemmeno che entrare nei vostri mondi fosse tanto semplice!
Qualcosa di semplicemente grande sta accadendo qui, ci siamo incontrati per qualche ragione e abbiamo cominciato a leggerci. Credo davvero che le nostre storie scorranno dentro una storia più grande, quella del nostro Paese, e che tutto ciò che siamo sia talmente casuale ed unico che necessiterebbe di essere raccolto in una Storia dell'Altrove. Sono certo che non sarà meno avvincente di quella ufficiale, la storia raccontata da storici e storiografi, e che non sarà carente di eroismi o atti ugualmente ammirevoli. Non so per quanto tempo durerà la mia presenza in questa dimensione, ma di sicuro questo viaggio sarà pieno di sorprese e mi sento di ringraziare tutti voi per questa bellissima realtà che stiamo vivendo insieme.

Grazie davvero!

Sandokan 

12 commenti:

  1. che bel post!!! quanta verità nelle tue parole e non posso non dirti che concordo con te.
    :D

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    1. Be' noi queste parole le abbiamo sperimentate e vissute... Io forse le ho solo scritte e non credo che sia stato il primo a farlo :)

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  2. Ci si potrebbe chiedere per una vita intera cosa significhi esserci o esserci stati. Interconnessi, eppure troppe volte privi di campo, ci sono momenti in cui siamo realmente connessi. In quei momenti troviamo tutte le risposte.
    La vita è bella. Ottimo Sandokan.

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    1. A volte accade anche le risposte siano dentro di noi, ma abbiamo bisogno delle parole degli altri per dare loro una forma. Questo credo mi sia accaduto quando in passato ho letto certi libri che con la domanda principale avevano, apparentemente, poco a che vedere. L'interconnessione è forse un atteggiamento più che uno stato

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  3. Fantastico Prince!
    Qualche giorno fa pensavo più o meno cose simili e più che altro sto assaporando un po' di spontaneità che dalla realtà di tutti i giorni mi mancava un po'!

    Grazie per questo post!

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    1. Grazie Alessia, questo è uno dei post più belli secondo me. È probabilmente un po' la cartina tornasole di questo blog, cioè del come si sviluppano relazioni tra i personaggi. Adesso, per la prima volta uno tra loro esterna razionalmente questo stato di cose. Fino ad ora abbiamo visto una storia incastrata in varie storie che via via si vanno delineando e poi scompariranno.

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  4. E' come la vita reale, le cose si vivono quasi con gli stessi meccanismi, ma con una socialità differente. Questo intendo quando dico che il virtuale non è irreale.

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  5. Bellissima riflessione; anche a me è capitato di fare pensieri simili! :)

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  6. Bel post. Dopo anni di blog vedrai che arriverai a conoscere queste persone fantastiche anche oltre il nick name.

    Buon martedì!

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  7. Sono arrivata sul tuo blog da poco e sto curiosando per conoscerti un po'... e poi mi imbatto in questo post! *__*

    Ci rileggeremo spesso ^^
    Ciao Prince!!!

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