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29 ott 2014

Commenti: Panopticon



Commento 1: Kimika 
Interessanti questi Isis, non li conoscevo... 
Risposta 1: Prince Johnny 
Spaccano! 
Risposta 2: Kimika
Adesso mi scarico questo Panopticon. È un disco nuovo? 
Risposta 3: Prince Johnny 
Non proprio, è dell'anno scorso 

Commento 2: Il Marchese 

Io preferisco Er Califfo! 
Risposta 1: Prince Johnny
Beh, non si può dire che non abbia fatto delle belle canzoni: Tutto il resto è noia, Roma nuda... Cose molto diverse da quelle che ascolto in questo momento, ma comunque non disdegno. Anche se certe volte, quando vedo il personaggio in tv, è troppo una macchietta e tutto ruota eccessivamente attorno al sesso. 
Risposta 2: Il Marchese 
È che ste urla, ste musiche così lunghe non le capisco. Non me svagano e le sento lontane da me. Quando ascolto na canzone c'ho voja de sta bbene ;) 
Risposta 3: Kimika 
Califano? Ma vi prego! Prince, ma tu gli dai pure spago?
Risposta 4: Il Marchese
Nanninè, lo so che so un tipo troppo raffinato pe te, però me stai simpatica :P 
Risposta 5: Kimika 
Anche tu, però hai dei gusti musicali orrendi XD 
Risposta 6: Prince Johnny
X il Marchese: la musica per me è vita, non esiste solo lo svago. Mi piacciono le cose che mi fanno pensare. Sono uno che non riesce a stare senza pensieri, ecco :) X Kimika: nemmeno a me piaceva Califano, poi l'ho ascoltato meglio e nella sua musica ci ho trovato certe cose dell'essenza maschile in cui mi ci sono rispecchiato molto. Poi a volte è troppo figa-centrico e forse questo ha penalizzato anche la sua credibilità artistica. Però bisogna ammettere che è un uomo vero, c'è dell'onestà nella sua proposta musicale, discutibile a volte, ma almeno è spontanea.
Risposta 7: Il Marchese
A regazzì, lo sai che me sei piaciuto? 
Risposta 8: Prince Johnny
E tu lo sai che a me piace molto la tua spontaneità? :) 
Risposta 9: Kimika 
Capisco, ma a me sta musica italiana non mi va troppo giù... 
Risposta 10: Prince Johnny 
Kimika, sai che prima non sopportavo neppure Battisti? Odiavo quell'aria da cantante da fuochi sulla spiaggia... Ho scoperto molto dopo il fascino dei suoi dischi e di gioiellini ne ha fatti: Il nostro caro angelo, Il mio canto libero, Anima Latina...
Risposta 11: Kimika
Fortunatamente mio padre ascoltava quei dischi quando ero bambina, per me sono parte della mia infanzia come i dischi di Beatles, Bob Dylan e De Andre'. 
Risposta 12: Prince Johnny 
Vedo che hai avuto un ottimo maestro! 

Commento 3: Sandokan 

Certamente non è il mio genere, però le sensazioni che hai riportato mi hanno incuriosito. Certo non canterei mai brani del genere sotto la doccia (tengo famiglia), però ti ringrazio per queste piccole riflessioni con le quali hai accompagnato il video. Le nostre prigioni costituiscono un tema sempre attuale. Anche oggi che siamo in piena democrazia. 
Risposta 1: Prince Johnny 
Credevamo che la democrazia ci avesse liberato dalla prigioni, invece di prigioni ne inventano sempre di nuove. I metodi di repressione sono sempre molto sofisticati e vanno combattuti in ogni epoca.
Risposta 2: Sandokan 
Tra l'altro, come hai sottolineato, esistono persone alle quali piace essere prigioniere di qualcuno o qualcosa... Questa voglia di stabilità, non può valere la libertà. Mi sembra un concetto semplice. 
Risposta 3: Prince Johnny 
Totalmente d'accordo! 

Commento 4: Ransie 

Leggendo il tuo post e i commenti, mi vengono in mente queste parole: "Forse oggi l'obiettivo non è scoprire quello che siamo, ma rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare" (Michel Foucault). Poi penso all'oceano e al mio mare, a tutte quelle cose che non si possono desiderare, a tutto quello che sto facendo... Ho capito che quello che faccio è la mia prigione ed il mio intimo essere lo rifiuta. Ti leggo, e mi pare di trovare le risposte che sto cercando... 
Risposta 1: Prince Johnny 
Se solo conoscessi le tue domande... 
Risposta 2: Ransie
Se mi leggi dovresti conoscerle... Non sono molto difficili da immaginare. 
Risposta 3: Prince Johnny 
So dove vivi e qualcosa sui tuoi sentimenti attuali... Non molto. Ti leggo da poco. 
Risposta 4: Ransie 
Non importa, ci vediamo in giro, ragazzo ;) 

Commento 5: SemplicementeIo

Ma un pezzo di Biagio Antonacci, no? 
Risposta 1: Prince Johnny 
Ma piantala! :D 
Risposta 2: Po-Pof 
E uno di Gigi D'Alessio? 
Risposta 3: Prince Johnny 
Piuttosto la morte!

29 set 2014

Ransie, vita da streghetta - Upper Harbor Bay


Il mare 
Il mare mi manca molto 
Qui c'è l'oceano…
e non è la stessa cosa

Quando mi ritrovo nei pressi dell'Upper Harbor Bay di New York, lascio che la brezza marina mi catturi. Non importa se il vento mi scompiglia i capelli. Il mare per me è sempre stato un richiamo irresistibile. Sono quei momenti nei quali mi fermo da qualche parte e scruto l'orizzonte in cerca d'altro, al di là dell'oceano. Mi perdo in una dimensione parallela come ipnotizzata. Potrei star lì a fissare ore e ore un non so bene cosa senza mai distogliere lo sguardo. Tutta la mia vita potrebbe dissolversi sulla superficie smerigliata dalle onde. Tutto cambia, ma resta sempre uguale.

Il vuoto è l'espressione di un'insoddisfazione che non mi ha mai abbandonata. Non mi riesce proprio di intravedere un prospettiva decente per la mia vita, nemmeno in una città come questa e ancora meno alla presenza del mio ragazzo. Anzi a dire il vero la sua estrema sicurezza mi urta, la scelta di vivere all'estero mi pungola i nervi di continuo. L'ho seguito perché non avevo niente di meglio da fare, non avevo un lavoro fisso, mi arrangiavo come potevo, ma non sono la classica persona che ama pavoneggiarsi fingendo di vivere una vita incredibile solo perché mi ritrovo qui, a New York City. Ma come potevo deluderlo? Lui sembra avere il vento in poppa: un buon lavoro, la possibilità di essere uno che conta coltivando le proprie ambizioni. Bazzeccole, diciamo! Tutte cose che in Italia si sogna. Io, invece, no. Continuo ad arrangiarmi un po' qua e un po' là, non ho molti amici ed esco di rado. Quando vivevo in Italia mi lagnavo spesso della situazione generale. A casa dicevo sempre che non c'era nulla, eccetto il mare. Solo ora mi rendo conto di quanto mi manchi quell'intimità che ritrovavo nelle piccole cose, nella semplicità delle persone. Lì, dove sono nata e cresciuta, anche il mare è piccolo, ma non per questo disprezzabile, anzi sono tanti i turisti che d'estate vengono da noi in vacanza.
New York è bella, dinamica, sempre in movimento. Non si ferma mai. Sembra tutto perfetto, tutto studiato a regola d'arte per chi ha fame di vita. Purtroppo non è quello che vorrei per me. Sarà la mancanza di intimità che manca, tutto sembra essere soffocato da un baccano infernale. Il mare sotto casa mi è amico, mi rassicura e custodisce i miei ricordi lontani. L'oceano mi smarrisce, mi fa sentire un punto sperduto da qualche parte nell'universo, piccola piccola, stranita. Non c'è quiete, è solo frenesia della quella che si respira, come uno swing che non ti lascia mai o un uomo che ti parla con entusiasmo megalomane con tutti quei cool, yeah, fancy

Una cosa semplice e naturale come fare il bagno diventa un'esperienza necessariamente eccitante. La sabbia scura è costellata ovunque da conchiglie, come ornamenti portati in dote dalle onde, troppe per i miei gusti; nell'acqua gelata, tutt'altro che cristallina vi si immergono uomini e donne di qualunque specie, dalle seminude ragazzotte americane fino alle donne musulmane avvolte da lunghi veli neri. Su quelle spiagge ci ritrovi tutto il mondo e la sensazione iniziale è magnifica. E bello sentirsi abbracciati dal mondo. Poi però l'entusiasmo svanisce e resta la nostalgia: così si ricomincia a desiderare l'aria di casa e tutte le sue piccole cose.
Ricordo certe notti d'estate, quando per vincere la noia si andava sulla spiaggia libera. Bastavano gli amici, qualche birra in lattina e tutta l'estate passava scandita dalle nostre risate, tra una nuotata al chiaro di luna e quattro accordi strimpellati su una chitarra. A volte ci andavo anche da sola, nei momenti di riflessione, quando avevo un bisogno urgente di stare con me stessa: privatami di qualunque indumento, mi immergevo nell'acqua sentendomi amata, libera e protetta dalla natura tutta intorno. Qui, questa dimensione intima, è del tutto assente. Il massimo che posso permettermi è cambiarmi d'abito, fare una doccia o l'amore. 
Qualcuno vede nell'America il Paese della libertà, dell'opportunità e dell'apertura. Io no. Qui è tutto talmente grande che ci si può solo perdere ogni giorno di più. Nulla riesce a rendersi familiare ai miei occhi. Ho provato a spiegarlo al mio ragazzo, ma è tutto inutile, non gli riesce proprio di comprendere il mio travaglio interiore. E' tutto semplice per lui, basta che ci sia un lavoro con la promessa di un avvenire, e questo è quanto, come se tutti quei soldi possano rendermi felice. Lo so, non si vive di sogni e lui fa bene a ricordarmi quanto sia importante per noi questa chance, ma non riesco ad abituarmi a questa dimensione della vita e sento che qualcosa sfugge dalle mani giorno dopo giorno.

It's impossible to talk about swimming in New York's waters without talking about poop

Illustrazione: Rita Preziosi